Month: September 2025

  • BLOCCHIAMOTUTTO SCIOPERO GENERALE

    lunedì 22 settembre ~ sciopero generale per la Palestina.

    Come lavorat^ dell’arte e della cultura aderiamo alla giornata di sciopero generale, indetto dai sindacati di base: per chi lavora sarà possibile scioperare, senza dover comunicare niente — scioperare è un diritto.

    Ma lo sciopero non è solo astensione dal lavoro, lunedì con i nostri corpi BLOCCHIAMO TUTTO.

    Invitiamo tutto il mondo della cultura, le singole lavorat^ precarie/intermittenti, artist^, tecnic^, operat^ ma anche teatri, compagnie, festival, redazioni, librerie, set cinematografici a fermarsi e BLOCCARE TUTTO, a scendere in strada e unirsi alle proteste in tutte le città.


    BLOCCHIAMO TUTTO

    Perché non è vero che non si può fare niente.
    Perché il genocidio va fermato.
    Perché 68.000 morti non sono abbastanza?
    Perché la Palestina è una anche questione femminista.
    Perché l’arte non è neutrale.
    Perché tagliano cultura e università per pagare le armi.
    Perché il lavoro culturale è un lavoro invisibile ma se si ferma si vede. Perché se ci fermiamo noi non ci sono più film, libri, spettacoli. Perché la precarietà del settore culturale è funzionale al riarmo. Perché la fiction della guerra “di civiltà” non fa più ascolti.
    Perché basta fare da testimonial.
    Perché il silenzio non sia contagioso.
    Perché a furia di uccidere resteremo ammazzate.
    Perché vogliamo tutt’altro.

    BLOCCHIAMOTUTTO

  •  CON I NOSTRI CORPI, BLOCCARE TUTTO! 

    Dopo l’assemblea nazionale dell’8 settembre con la partecipazione di 500 persone, questa mattina due azioni dell* lavorat* dell’arte e dello spettacolo per sanzionare il Ministero della cultura e davanti al Parlamento a seguito dell’attacco alle barche della Flotilla per chiedere il blocco e lo sciopero generale per la Palestina. Azioni interrotte dalle forze dell’ordine e da reparti antisommossa in maniera sproporzionata. 

     Lunedì 8 settembre più di 500 lavorat* della cultura e dello spettacolo dal vivo, provenienti da 20 città italiane, si sono riunit* in assemblea a Roma. 

    Due assemblee plenarie e 4 tavoli di lavoro – immaginare / organizzare / convergere / insorgere – per aprire una stagione di conflitto contro le politiche del governo e costruire una piattaforma aperta per ripensare il settore a partire dalle necessità e dai desideri di lavoratrici e lavoratori. Emerge una pratica di convergenza: con l* altr* lavorat*, con le altre lotte, verso uno sciopero della cultura in autunno. 

    Con l’assemblea nazionale si espande e si moltiplica il percorso cominciato un anno e mezzo fa a fronte delle nomine governative nelle istituzioni culturali, e proseguito con i tagli e le esclusioni operate dal Ministero della cultura contro la scena del contemporaneo. 

    È chiaro il progetto di una cultura di regime: definanziare e smantellare le realtà che lavorano sui linguaggi più sperimentali, sostenendo al contrario indirizzi conservatori e commerciali. Vengono attaccati centri di produzione e formazione per la danza contemporanea, progettualità di artist* disabili, i luoghi che lavorano dai margini anche geografici e i percorsi più sperimentali, innovativi, transdisciplinari. Questo mentre si investe sul riarmo e si definanziano la scuola, l’università, la ricerca, la sanità. 

    Questa mattina è stato occupato lo spazio davanti al Parlamento a sostegno della Global Sumud Flotilla e per invocare uno sciopero generale. Dopo le parole dei portuali di Genova, BLOCCHIAMO TUTTO: il mondo dell’arte e della cultura si mobilita contro i fascismi, il riarmo, i tagli alla cultura e per la Palestina libera. 

    VOGLIAMO TUTT’ALTRO 
    lavorat^ dell’arte e della cultura in lotta 

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