Abbiamo fatto un’assemblea diversa.
Abbiamo interrotto il ritmo e provato a prenderci cura delle relazioni dei desideri della comunità allargata che costituisce questa assemblea aperta. Ci siamo fatte delle domande, per provare a cambiare delle abitudini. Non per ripiegarci su noi stessx ma al contrario per rigenerare idee ed energie per la lotta, per riuscire a condividere di più ruoli e funzioni tra noi, in maniera circolare, per dare maggior valore alle relazioni con altri collettivi e altre lotte in corso, con cui intrecciare percorsi.
Una pratica femminista per una vita non fascista.
Ci siamo chieste reciprocamente di nominare cosa ci piace della nostra pratica di assemblea e cosa no, quali desideri di percorsi politici e cosa ciascuna di noi può fare per la collettività.
Parte 1: ne sono emersi due piccoli manifesti, il primo di ciò che siamo al presente, di cosa è l’assemblea, il secondo al futuro, di cosa vorremmo, dei desideri.
Parte 2: un catalogo di voci, raccolto attorno a “mi piace / non mi piace / vorrei”, una pratica di autoriflessione sull’assemblea.
Roma, febbraio 2026
parte1.
[A]. Manifesto del presente
Siamo lavorat* precari* della cultura, dello spettacolo e dell’arte.
E ci sono tante cose che Vogliamo. Vogliamo tutt’altro:
Vogliamo dalla nostra prospettiva di lavorat* della cultura, dello spettacolo, dell’arte prendere parola sulle questioni globali, sulle questioni nazionali e locali.
Palestina, autocrazie, neocolonialismo, turistificazione, ddl stupri, sgomberi, repressione, ddl sicurezza, fascismi, machismi imperialismi, propaganda culturale, classe e privilegio, passioni tristi delle destre globali, violenze nel mondo artistico.
Vogliamo occupare gli immaginari, opporre narrazioni.
Reddito universale.
Intrecciando, sostenendo e mescolandoci nelle lotte attive: nel percorso verso l’8 marzo, nel percorso su speculazione e gentrificazione, nel percorso per la Palestina, saremo presenti.
Vogliamo confluire verso lo sciopero della cultura.
Vogliamo dalla nostra prospettiva di lavorat* della cultura, dello spettacolo, dell’arte fare azioni di sciopero, di protesta, vandaliche e illegali.
Segnaliamo, denunciamo, critichiamo (e compromettiamo): i bandi del comune, della regione, del ministero, i bandi in generale, l’exFUS, il lavoro gratuito, la precarietà, le condizioni del lavoro, le violenze e gli abusi, la corruzione e il potere.
[B]. Manifesto dei futuri
Agire, fare azioni. Moltiplicazione del pensiero. Parlare, riflettere. Riflessione. Agire, fare azioni. Trovarci, pensare insieme, ritrovarci. Posto degli affetti, delle relazioni. Lx artistx fanno schifo (quot. Carla Lonzi), sono individualistx, pensano solo a sé stessx. Politicizzare, radicalizzare questo ambito. Fare la pratica, l’autocoscienza, anche se ero contro. Eterogeneità, posizionamenti. Azioni. Muoversi a ritmi diversi. Forza immaginativa affermativa e affettiva. Un’alternativa alle politiche fasciste e tecnopatriarcali. L’apertura alla messa in discussione. Il tempo all’analisi. Imparare. Azione / desiderio / postura / disobbedienza. Agire. Azione. Azione illegale. Intensi momenti di pensiero collettivo. Dimensione affettiva. Geografie di relazioni. E amicizia a diversa intensità. Siamo compagnə, ma non solo. Stimo, stimare. Cosa pensiamo di quello che succede intorno. Posizionamento transfemminista. Mi permette di esistere. Fare critica ai fascismi, ai machismi imperialisti. Fare più azioni in strada, attacchinaggi. Fatti selvaggi e illegali.
parte 2.
[mi piace]
MI PIACE che l’assemblea sia un posto dove poter parlare di ciò che ci succede intorno, per riflettere, per moltiplicare il pensiero.
MI PIACE quando facciamo le azioni.
_______ritrovarci, scambiare opinioni, pensare insieme.
MI PIACE che è un ambiente relazionale, affettivamente carico.
MI PIACE che si assume un compito ingrato, dare voce e soggettività a chi lavora nel mondo dell’arte — lx artistx fanno schifo (quot. Carla Lonzi), sono individualistx, pensano solo a sé stessx; noi vogliamo politicizzare e radicalizzare questo ambito
MI PIACE che mi avete costretto a fare questa pratica di autocoscienza anche se ero contro.
________l’eterogeneità, i posizionamenti, quando prepariamo e facciamo (MOLTO) le azioni e ci muoviamo a ritmi diversi.
MI PIACE quando puntiamo sulla forza immaginativa, affermativa e affettiva e creiamo dunque un’alternativa alle politiche fasciste e tecnopatriarcali.
MI PIACE l’apertura alla messa in discussione, il fatto che si dedichi tempo all’analisi, a imparare.
________la capacità di azione / il desiderio / la postura / la disobbedienza.
________Quando abbiamo intensi momenti di pensiero collettivo.
________Quando facciamo le azioni soprattutto quelle illegali.
MI PIACE la dimensione affettiva, l’essere legate in geografie di relazioni e amicizia a diverse intensità. Siamo compagnə, ma non solo.
MI PIACE che vi stimo.
MI PIACE quando ci diciamo cosa pensiamo di quello che ci succede intorno.
____che abbiamo un posizionamento transfemminista, mi permette di esistere.
MI PIACE la pratica ed il posizionamento femminista intersezionale
MI PIACE caotica intersezionalità
[non mi piace]
NON MI PIACE che non abbiamo un posto dove poterci incontrare.
_____i miei momenti di risacca in cui mi blocco e non riesco a partecipare a nulla.
_____le assemblee sbrigative che diventano anche fredde e solo funzionali, dimenticando l’importanza dei tempi (pur consapevoli della necessità di accelerare quando l’urgenza lo necessita)
_____quando diventa il dopolavoro (passo, dico la mia e torno a casa senza essermi fatta modificare).
_____quando lasciamo spazio ai momenti di down delle lotte – è lì che bisogna fare politica, mettere a fuoco le analisi, rafforzare alleanze e relazioni, sostenersi, insistere tenere // non c’è solo l’adrenalina del pieno della piazza
NON MI PIACE che a volte ci sia confusione nella nostra programmazione e priorità.
______che le stesse persone abbiano dovuto ricoprire ruoli di responsabilità
______quando c’è un calo di energie e una mancanza di solidarietà/responsabilità con messaggi che cadono nel vuoto, soprattutto nell’uso della chat.
NON MI PIACE che l’orario sia sempre tardo pomeriggio/sera.
_____quando le questioni si fanno vaghe e strettamente personali.
NON MI PIACE – la velocità / l’estetica.
NON MI PIACE il paternalismo della lotta, a volte dietro l’angolo.
______ l’egemonia delle voci, la sensazione che, a volte, le relazioni affettive che tessiamo in questo spazio svaniscano al di fuori.
NON MI PIACE quando ci si defila.
______quando non riusciamo a fare le cose, quando le ipotizziamo e poi si sfilacciano senza ragioni chiare
_____ gli interventi tanto più lunghi degli altri, mi perdo.
NON MI PIACE quando non ho un parere sulle cose.
[vorrei]
VORREI che l’assemblea si occupasse del reddito universale, intersecando altri percorsi.
VORREI che scrivessimo un manifesto del sistema e delle relazioni che immaginiamo, che vogliamo, che dettassimo la visione e la narrazione, perché siamo sempre in affanno, a cercare di smontare la narrazione terribile delle destre.
VORREI imparare a fare le grafiche.
_____partecipare alla scrittura, superando la difficoltà che se non si è seguito tutto si perdono i pezzi, scrivendo con altre.
____maggiore chiarezza a livello organizzativo senza che questo comporti una divisione di ruoli aziendale.
____tornare con forza sul tema della cultura pubblica, dal punto di vista degli immaginari ma anche dei fondi pubblici (vedere exFUS e altri).
____creare critica rispetto a quello che accade nella nostra città, anche in dialogo con le lotte per la casa, per gli spazi pubblici e quindi ovviamente con le repressioni politiche sempre più presenti.
____creare una piattaforma di denuncia e critica di alcuni bandi (non solo ministero, regione, comune) per sottolinearne assurdità politiche e lavorative. Fare segnalazioni come collettivo ci protegge in questi casi.
VORREI continuare con la pratica di discorso sparso nello spazio pubblico.
____che ci ricordiamo di rallentare anche in momenti di urgenza, per capire dove siamo e dove stiamo andando.
VORREI che facessimo più azioni di disturbo, matte.
VORREI praticare di più la parola in pubblico.
VORREI cose incredibili come occupare il Forlanini, tutto, e farlo diventare un esempio mondiale di mutualismo e autorganizzazione dal basso su tutti i beni pubblici (educazione, sanità, abitazione, cultura).
VORREI che occupassimo gli immaginari.
VORREI la Palestina libera.