Appello di artistə e lavorator.ici della cultura in Serbia allə collegə internazionali
Community of Arts and Culture (ZUK), Serbia
Noi, artistə, studiosə e lavorator.ici della cultura in Serbia, riunitə nell’organizzazione informale Comunità delle arti e della cultura, desideriamo informare ə nostrə collegə internazionali sulla situazione attuale nel settore culturale e sulla portata della repressione che ha segnato il nostro lavoro e le nostre vite negli ultimi 18 mesi.
Dal novembre 2024, quando una pensilina di una stazione ferroviaria appena ristrutturata è crollata uccidendo 16 persone, la Serbia ha assistito all’emergere del più grande movimento studentesco della sua storia. A seguito di questo evento ci sono state proteste di massa che chiedevano responsabilità e denunciavano la corruzione sistemica, il controllo dei media e l’abuso delle istituzioni pubbliche. La reazione del governo, al potere dal 2012, è stata l’intensificazione della repressione, della censura e della violenza, segnando uno dei periodi più difficili per la società serba e la sua fragile democrazia.
Fin dall’inizio, lə lavorator.ici della cultura si sono schieratə in solidarietà con ə studentə. Nel corso del 2025, moltə hanno subito gravi conseguenze come la perdita di finanziamenti, la limitazione all’accesso a spazi pubblici e media, e ritorsioni professionali. Gli annosi problemi come i bilanci ridotti, i finanziamenti iniqui e soggetti alla politica, il nepotismo e cattiva gestione delle istituzioni si sono ulteriormente aggravati.
Di conseguenza, moltə artistə e lavorator.ici della cultura ora versano in una grave insicurezza economica, spesso privə degli strumenti minimi necessari per il proprio lavoro. Oltre a tutto ciò, chi prende parola subisce la censura, le molestie sul lavoro e il mobbing, licenziamenti e vari attacchi pubblici. Pratiche del genere sono sempre più all’ordine del giorno.
Accanto alle misure economiche e amministrative, si è intensificata anche la violenza fisica, con studentə e cittadinə che subiscono arresti e violenza da parte della polizia.
Questi sviluppi non vanno compresi come episodi isolati, ma come un chiaro schema di repressione sistemica, pressione politica e strumentalizzazione della cultura. In gioco non c’è soltanto la posizione di singolə artistə o specifici programmi culturali, ma la stessa possibilità di una vita culturale libera e autonoma, oltre che l’integrità dello spazio pubblico e dei processi democratici.
Per rispondere, incoraggiatə dal movimento studentesco, abbiamo costituito la Comunità delle arti e della cultura. Questa iniziativa è nata da una lotta comune contro la repressione e dall’urgenza di difendere le condizioni necessarie alla sopravvivenza della scena culturale e artistica in Serbia. Una delle nostre attività principali è la Cronaca della repressione, che documenta i casi di pressione e repressione nel campo della cultura. Un link a questa panoramica è disponibile qui.
Questa situazione ha gravemente compromesso la cooperazione internazionale. Numerosi progetti, festival, residenze, attività di ricerca e mostre sono stati bloccati per mancanza di fondi e risorse. Allo stesso tempo, alcunə artistə internazionali hanno partecipato inconsapevolmente a progetti legati a strutture allineate con il regime, rischiando di rafforzare tali condizioni.
In questo contesto, non si puo intendere EXPO 2027 a Belgrado come un progetto isolato o indipendente, piuttosto bisogna leggerlo dentro un progetto che è concepito e controllato l’attuale regime, e rappresenta proprio il culmine di questo modello di governance, caratterizzato dalla totale mancanza di trasparenza, dalla corruzione, lo scavalcamento delle procedure legali, dalla privatizzazione dell’interesse pubblico e la strumentalizzazione della cultura.
Una quota sproporzionata di fondi pubblici è stata dirottata verso questo progetto, concentrando risorse nelle strutture allineate con il regime, mentre l’infrastruttura culturale già fragile viene ulteriormente indebolita e la maggior parte dellə artistə e dellə lavorator.ici della cultura locali viene privata dell’accesso al sostegno minimo.
Sebbene venga presentato come un evento culturale globale, EXPO 2027 solleva grandi dubbi sulla legalità, l’impatto ambientale e l’introduzione di misure legali eccezionali che minano il quadro giuridico esistente.
In un momento in cui repressione, violenza ed erosione della libertà accademica e artistica si intensificano, è difficile immaginare che un progetto del genere possa effettivamente apportare del progresso. Lo slogan ufficiale dell’EXPO, “Play for Humanity”, è in netto contrasto con questa realtà.
Chiediamo allə nostrə collegə internazionali di:
•contribuire a diffondere ciò che sta accadendo in Serbia;
•avviare un dialogo con noi;
•esprimersi contro le crescenti minacce alla libertà, alla democrazia, alla giustizia e ai diritti di cittadine/i;
•informarsi attentamente prima di accettare qualsiasi forma di collaborazione o partecipazione all’EXPO 2027 o ai programmi correlati;
•interrogare e chiedere conto ai propri governi e alle istituzioni competenti della partecipazione dei rispettivi paesi all’EXPO 2027 di Belgrado.
Nonostante le difficoltà, restiamo apertə alla collaborazione e allo scambio, e accogliamo con favore coloro che desiderano condividere le nostre lotte e le nostre speranze. Lə artistə e ə lavorator.ici della cultura in Serbia hanno bisogno della vostra presenza e del vostro sostegno attivo.
In tempi di crisi globale, la solidarietà e la resistenza collettiva sono più importanti che mai.
Un mondo, una lotta!
Comunità delle arti e della cultura, Serbia zuk.zajednicakulture@gmail.com
https://linktr.ee/zuk.zajednica

